18.3.08

Crisi americana annunciata dai politici!



Il popolo americano viene e continuerà ad essere divorato vivo dai grandi squali bianchi finanziari di dimensioni gargantuali, e le distrazioni Michael Jackson/Britney Spears dei media principali, che si concentrano sugli inetti candidati politici, non sono altro che distrazioni di strabiliante irrilevanza al cospetto della carneficina che si sta verificando. Questo è l’equivalente del 21 secolo del “panem et circenses” per ammansire le masse mentre l’impero crolla nella pattumiera della storia. – CAROLYN BAKER

Ormai lo sapete. Hillary Clinton è diventata la nuova rosa gialla del Texas, con un doppio passo nella strada verso le elezioni, dando una sferzata al suo avversario. Ha preso anche l’Ohio e Rhode Island. Barack Obama si è acchiappato il Vermont, dice di essere in testa per delegati. McCain ha vinto tutto, è il candidato del GOP [partito repubblicano]. Ron Paul si tiene stretto il suo posto nel Congresso.

Più notizie dopo lo spazio pubblicitario!

Le guerre partigiane si intensificheranno con le reti televisive che pregano perché si protraggano per tutta l’estate e oltre, per continuare a far salire gli indici di gradimento e gli incassi.

Ma cos’è che non sappiamo?

La storia che mette in ombra tutto questo, la storia che sta avendo un impatto su ciascun votante e ciascun cittadino viene tuttora relegata per lo più alle ultime pagine della sezione economica, come se la nostra vita e il nostro futuro riguardasse solo il commercio.

Termini come “recessione” - di cui pochi conoscono il significato tecnico - vengono sbattuti a destra e a manca mentre l’economia continua a scivolare con pochi candidati o media rispettabili che si adoperino molto per far luce sul dove tutto questo ci sta portando. Doveva essere un miliardario come Warren Buffet a dire che naturalmente, siamo in recessione. Lo chiama “senso comune”. Certo che lo è.

I telegiornali prediligono fare la cronaca delle campagne elettorali. Lo fanno da anni e sanno contare. Ci giocano come con una corsa di cavalli, con notizie spesso nascoste. Adorano montare qualsiasi scandalo o fatto negativo per rinfacciarlo ai candidati. Obama è andato dalle stelle alle stalle dopo che i comici di Saturday Night Live hanno ironizzato sulla presentazione delle notizie principali. Gli esperti praticamente telefonano con le domande: Chi ha parlato male? Chi nasconde cosa? Più è intenso il dibattito, meglio è per gli indici di gradimento. Il calore attrae sempre più della luce. Vale ancora una volta la legge dell’“elecotainment” [ndt. “elezione-intrattenimento”].

Sul fronte economico, l’approccio sembra essere al contrario. Lì si va alla ricerca di qualsiasi buona notizia, dando letteralmente il via libero alle affermazioni del governo e molto spazio durante le trasmissioni agli esperti che rinforzano la fiducia, anche quando le loro predizioni fanno fiasco.

Non c’è da meravigliarsi che, secondo quanto detto dall’Economic Trends Institute, c’è una grossa spaccatura tra quello che viene riportato e quello che succede realmente.

“L’economia degli Stati Uniti è in fase di dissolvimento. Il panico del 2008, l’inizio della peggior crisi finanziaria che abbia mai colpito l’america moderna è in corso.

Ma nonostante le dosi giornaliere di terribili dati economici che indicano il disastro, i media non riportano quanto sia realmente grave (se anche lo riportano), mentre Wall Street e Washington negano che si avvicini una recessione… o proclamano che, se ne dovesse arrivare una, l’impatto economico sarebbe lieve”.

Leggete i blog finanziari e proverete solo disprezzo per le affermazioni del governo e la sua indoratura della verità. Questo è tratto da The Ledge del Wall Street Examiner:

‘Oggi il termine propagandistico “contenuto” è stato archiviato nel profondo delle viscere della macchina parlascrivi del Ministero della Verità. L’infezione di CF [ndt. Capitale Fittizio] si è propagata quasi dappertutto fatta eccezione per i mercati del dipartimento del tesoro del governo, che accanto all’ente governativo per l’edilizia, massicciamente distorto dalle banche centrali straniere, sta, secondo me, per scoppiare come popcorn nel microonde’.

Popcorn nel microonde?

Passate come faccio io, a siti web credibili come MI-implode.com che monitora le ipoteche e i pignoramenti, e dove c’è a mala pena uno spiraglio di luce.

Questi erano i titoli principali all’inizio di serata.

●Indagine trova che i pignoramenti sono ancora l’esito più comune per i mutuatari – [2008-03-04]

●Aumentano i rischi delle obbligazioni delle società mentre peggiorano le perdite delle banche speculatrici – [2008-03-04]

●Carte di credito e un altro debito sono la nuova preoccupazione per le banche – [2008-03-04]

●La Citygroup potrebbe aver bisogno di liquidità mentre aumentano le perdite, dice Dubai – [2008-03-04]

●Bernanke: più ipoteche, nuovi guai in arrivo per le case –[2008]

●Gli esuberi della Citygroup potrebbero superare i 30,000 –[2008-03-04]

●Interviene la polizia per metter fine a lite in una casa pignorata – [2008-03-04]

Se vedete tutto questo in un’unica ottica, congiungete i puntini e indagate più a fondo, apprenderete che 76 banche potrebbero fallire, il 52% in più rispetto all’anno scorso, e capirete che il Titanic, o magari si tratta della “good ship lollipop” [bella nave leccalecca ], potrebbe affondare ancora.

Mentre leggete queste storie potreste pensare di non esserne coinvolti, ma certo il declino economico vuol dire maggiore disoccupazione e inflazione. Questa piaga sta dilagando, il sistema è “infetto”. Lo chiamano “contagio”. Nessuno è immune tranne i super ricchi.

Prendete queste storie e raffrontatele con quello che viene fatto, o che viene persino proposto di fare e diventa ancora più temibile. Potrebbe essere perché tutti sono distratti dall’euforia delle elezioni, ma i nostri politici assomigliano sempre più a dei daini sotto i fari, paralizzati dalla paura e dall’incertezza.

Riferisce Reuters: questo è un fallimento bipartisan.

“WASHINGTON (Reuters) – Poco viene fatto nel Congresso, o nell’amministrazione Bush, per riparare al crollo di fiducia nei mercati di titoli di credito privati che sta minacciando altri settori oltre la propria origine nella crisi dei mutui subprime.

I prestiti per gli studenti sono colpiti duramente, come pure i mercati delle obbligazioni valutate all’asta che vengono largamente usati dai governi comunali per aiutare a finanziare progetti quotidiani di vitale importanza quali le strade, le scuole e i parchi.

Secondo alcuni economisti e legislatori il congelamento del capitale in questi mercati, e possibilmente in altri, potrebbe causare danni nel lungo termine al sistema finanziario e all’economia.

Mentre il Congresso e la Casa Bianca si concentrano sui passi nel breve termine per proteggere gli Americani dall’aumento dei pignoramenti e sono più rigorosi con gli intermediari per mutui ipotecari, non viene proposta alcuna legislazione sostanziale per gestire in modo esplicito la disfunzione dilagante nei mercati di capitale”.

Bisogna scuotere il capo quando ci si rende conto che non si tratta più solo della bolla immobiliare, ma di una bolla più grande di ottusa negazione. E quel che è peggio è che gli sforzi dei media indipendenti di puntare l’attenzione su tali questioni vengono bocciati.

Ho cercato di far trasmettere il mio film “In Debt We Trust” sulle reti televisive principali. (è stato trasmesso in tutto il mondo) Una rete mi ha detto che è “troppo pesante”. Un altro canale che voleva trasmetterlo e il cui responsabile mi aveva detto che avevo anticipato la svolta, e che la questione è molto importante, ora non ne è più così sicuro. Temono quello che la trasmissione potrebbe fare alla loro immagine e alla loro identità. Forse le reti hanno paura di far scappare via chi pubblicizza i mutui e le carte di credito.

Negli ultimi dieci anni ho scritto, ho pubblicato 8 libri su svariati argomenti. Come giornalista di indagine, ho scritto su questa crisi affermando che questa implosione ha potuto aver luogo grazie all’ingordigia finanziaria criminale, ad un grande insuccesso di regolamentazione e all’indifferenza dei media. Di recente, ho aggiornato e riscritto la precedente versione del mio e-book, avendolo ora ribattezzato “SIAMO FREGATI: Come i capitalisti stanno facendo cadere il capitalismo”.

Ho un’agente fantastico che cerca di promuoverlo, ma fino ad ora abbiamo collezionato solo dei “no”. Perché? È presumibilmente poco “incisivo”. Traduzione: non si concentra solo su un aspetto del problema, ma offre un’analisi più ampia. È qualcosa di male?

Un esempio: critico la carenza di informazione decente da parte dei media. Forse il fatto che la gran parte delle società editoriali sono di proprietà dei conglomerati mediatici ha a che fare in qualche modo con tutti quegli editori che “passano la mano”? Un editore “progressista”mi ha persino detto, proprio mentre l’inflazione cresce e si perdono più posti di lavoro, che non è “pertinente” o necessario. Eh?

Forse sono in discussione le mie credenziali? Ho prodotto una delle prime storie sullo scandalo della S&L [Savings and Loan] per la ABC News. Molti siti web pubblicano i miei articoli su questa crisi e che hanno aiutato, a un certo livello forse, a evidenziare la questione. Molte università, organizzazioni e chiese mi hanno invitato a parlare. Ho persino una laurea della London School of Economics. Non importa niente.

Se non sei regolarmente sul CNBC o Bloomberg o la facoltà a Harvard, non sei ammesso al dibattito. Sono certo che questa non è solo un’opinione personale. Non si rendono conto che se i fatti sono importanti, altrettanto lo sono le diverse interpretazioni? Non puoi spiegare come siamo arrivati a questo caos con le congetture o gli slogan. È un problema di istituzioni, non solo di individui.

Gli “esperti” che hanno guardato dall’altra parte per anni non dovrebbero essere gli stessi su cui facciamo affidamento per apprendere la questione reale. Pensano che tutto questo se ne andrà se non lo sappiamo?
Danny Schechter

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