26.1.08

Cioccolatini indigesti?



Adesso è il tempo delle dimissioni. Ce n'è per tutti belli e/o brutti .
Dopo aver festeggiato alla palermitana, qualcosa sarà andata di traverso, forse la crema sapeva troppo di rhum, oppure, alcuni cioccolatini, i famosi fiat, non avevano un buon retrogusto
.

Il vicerè di Sicilia, Totò Cuffaro si dimette. E’ il trionfo dei cannoli. Più cannoli per tutti. Cannoli in famiglia per salutare il ritorno in famiglia del figliol prodigo. Cannoli in piazza per l’opposizione guidata da Rita Borsellino che aveva organizzato una manifestazione per chiederne le dimissioni. Le dimissioni ci sono state, in aula, e l’assemblea regionale è stata sciolta. La parola passa ai cittadini che dovranno votare entro tre mesi per eleggere il nuovo presidente e il nuovo parlamento.
«Mio fratello si dimette da governatore». Poco prima dell'intervento di Salvatore Cuffaro, era stato il fratello del presidente della Regione Sicilia a rompere gli indugi. «Si dimetterà, ce lo ha detto. Non poteva fare altrimenti, questo accanimento giudiziario ma anche politico non poteva andare avanti». «Lo accoglieremo in famiglia per dargli la serenità che merita - ha aggiunto Silvio Cuffaro -. Ora sì che vale la pena di fare festa con i cannoli».
Una festa in piazza è stata organizzata dal centrosinistra e da diverse associazioni della società civile. «L'iniziativa resta. Se prima aveva il senso di una richiesta di dimissioni, adesso assume il valore di una presa d'atto che punta a chiedere un rilancio dell'isola libera da ogni condizionamento in una regione in cui, dopo le prese di posizioni degli imprenditori, anche la politica ha il compito di fare la sua parte» ha spiegato la leader dell'Unione all'Ars Rita Borsellino.
«Ci saremo e saremo in migliaia e con noi porteremo 100 chili di cannoli che sono un simbolo della Sicilia pulita e migliore e non di coloro che pensano soltanto a fare affari e a difendere il proprio potere» ha aggiunto uno degli organizzatori, Pietro Galluccio.
Le principesche dimissioni del vicerè favoreggiatore di singoli mafiosi non di Cosa Nostra nel suo complesso. "Francamente preferisco la via dell'umiltà. Lo faccio per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato, lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che sono certo mi verrà completamente riconosciuta". Ha detto il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, in aula all'Assemblea regionale siciliana durante l'annuncio delle sue dimissioni. "Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva -aggiunge il governatore-, ci sarà una verità processuale e una verità sostanziale. Con la mia decisione rispetterò la prima".
Peccato che la verità dei fatti narra di incontri nel retrobottega di un elegante negozio di lingerie tra l viceré e un imprenditore-politico-mafioso per parlare di notizie riservate. Totò lo ha sempre affermato, non ha favorito la mafia ma singoli mafiosi. Ah, meno male. Che galantuomo.
Totò, il vicerè, avrà almeno comprato una ghepierre?
"Già al momento della sentenza sentivo dentro di me il dovere di compiere questo passo, ma ho deciso di attendere fino all'approvazione del bilancio e della legge Finanziaria per senso di responsabilità verso una terra che continuerò ad amare e che in questi anni ho servito fedelmente". Ha detto ancora il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, intervenendo in aula per annunciare le sue dimissioni irrevocabili. "Non potevo lasciare -ha detto ancora- che ogni mia decisione fosse assunta senza conoscere la volontà dell'assemblea regionale. Le dimissioni non sono dunque frutto di alcun automatismo ma costituiscono una scelta personale assunta per ragioni umane e politiche".
Scelte umane, come quella di festeggiare con i cannoli, la condanna in primo grado a cinque anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ogni uomo è un’isola…

''Prendo atto della decisione del Presidente della Regione e annuncio che si procederà entro i successivi tre mesi all'elezione del nuovo presidente''. Ha detto il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, intervenendo in aula subito dopo l'annuncio delle dimissioni. Ogni isola ha i suoi uomini. E ogni umo i suoi piatti preferiti. Totò i cannoli, Micciché… insisto, meglio gli arancini di Montalbano.
Ed ogni isola festeggia le condanne a modo suo. Al suo ingresso a palazzo dei Normanni, il vicerè, era stato accolto da uno scrosciante applauso di molti deputati della maggioranza. «Tutti i gruppi parlamentari del centrodestra hanno fatto a Cuffaro una richiesta affettuosa e istituzionale di restare al suo posto. Tutti i gruppi hanno ribadito il senso della fiducia votata giovedì scorso» aveva detto il capogruppo di An all'Assemblea regionale, Salvino Caputo. Insomma, la moratoria sulla pena di mrte ha avuto i suoi effetti anche sugli ex forcaioli di An.
Il presidente dell'Assemblea Gianfranco Miccichè, di Forza Italia, ha commentato: «Tutti apprezzino il senso di responsabilità di Cuffaro. Nella mia pur breve vita politica non mi era mai capitato di assistere all'assunzione di scelte, sia dal punto di vista umano che politico, così difficili». Anche se poi non così, tempestive. Ci permettiamo di aggiungere. Peccato che i politici siciliani non curino meglio le persone che frequentano. A Palermo come a Roma, ministero delle Finanze incluso.
Nel chiudere la seduta dell'Ars Miccichè ha ricordato che «le elezioni saranno indette entro tre mesi dallo scioglimento come previsto dalla legge. Nelle more il governatore e gli assessori manterranno i poteri per l'ordinaria amministrazione». È la prima volta nella storia dell'autonomia siciliana che viene sciolta l'Assemblea regionale. Era ora.
Il leader dell'Udc Casini esprime «un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia». «La polemica mafia-antimafia non si può fare sulla pelle di Cuffaro e dell'Udc anche da parte di chi, in questi giorni, ha avuto un po' troppe amnesie - ha detto il leader dell’Udc - . Sono certo che tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa». Vedremo.
Duro il commento di Antonio Di Pietro: «Non si dimette per scelta personale e senso di responsabilità, bensì per evitare un provvedimento che lo avrebbe obbligato a rassegnarle. Cuffaro anticipa una decisione dettata dall'ordinamento vigente, come ho ampiamente argomentato nella lettera che inviai giorni fa al presidente Prodi e ai ministri Lanzillotta e Amato. Le dimissioni di Cuffaro, quindi sono ben altro che un atto etico e morale. La grave condanna riportata e le motivazioni della sentenza non lasciano dubbi: le dimissioni erano e sono l'unica strada da prendere».
Ma ai cannoli no, la famiglia dei vicerè non rinuncia. E sia. Più cannoli per tutti.
Pino Finocchiaro

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