31.5.10

La freedom flotilla va avanti!


Larnaka/Nicosia,Cipro

Mentre ci apprestiamo a "festeggiare" l' anniversario del primo
ingresso di PBC a Gaza,alla guida della Carovana della Speranza,
avvenuto proprio un anno fa, cominciamo ad avere maggiori informazioni
sulla nostra missione.
Abbiamo cambiato albergo poiche' hanno sistemato tutti partecipanti,
prima sparsi in vari alloggi, in un unico hotel in modo da essere
pronti al momento della partenza e per poter fornire eventuali
aggiornamenti in tempo reale. In mattinata siamo andati a Nicosia, la
capitale, dove abbiamo conosciuto altri nostri compagni di viaggio,
provenienti dall' Irlanda, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla
Bulgaria, dall' Inghilterra, dagli USA e dalla Russia (oltre a due
cittadini israeliani che condividono la necessita' di fermare l'
atroce assedio contro la Striscia).
Gli organizzatori ci hanno spiegato come averra' la partenza (preparo
il pezzo dedicato, che per ragioni di sicurezza sara' pubblicato solo
dopo l' avvenuto imbarco) e sara' un'operazione...davvero
rocambolesca! Non potremo portare le nostre valigie, ma dobbiamo
attrezzarci con il minimo necessario per qualche giorno (la sosta a
Gaza e' prevista per due soli giorni) e con eventuali medicinali.
Fortunatamente c'e' una bella notizia: ci ricongiungeremo con Anglea
Lano (Infopal) sulla stessa imbarcazione della European Campaign to
end the siege on Gaza, unificando di fatto la delegazione italiana.
Ci aspettano quattro tipi di scenari, uno solo del quale e'
entusiasmante: l'arrivo a Gaza per sabato dopo una traversata in mare
di poco piu di un giorno. Ma tenuto conto di quanto fermamente Israele
abbia ribadito il proprio impegno a contrastare duramente la missione
umanitaria, c' e' poco da sperare in una simile situazione. Gli
organizzatori ci hanno fatto sottoscrivere un foglio con il quale ci
assumiamo l'intera responsabilita' per cio' che ci accadra',
osservando l'impegno a mantenere un atteggiamento non violento di
fornte a qualunque tipo di provocazione israeliana. Le prospettive
vanno dal 'fermo in mare' (ovvero potrebbero bloccare le imbarcazioni
per vari giorni in mare), al sequestro dei cargo, all'assalto delle
navi (con cannoni ad acqua o con altro tipo di minacce), sino
all'arresto e alla detenzione, per non dimenticare che altri mezzi di
Free Gaza sono stati pesantemente attaccati con armi da fuoco e
danneggiati irreparabilmente. I giornali israeliani in questi giorni
riportano addirittura la notizia che Israele avrebbe provveduto alla
preparazione di un campo di detenzione per gli attivisti della
Freedom Flotilla ad Ashkelon. Ci sono state date indicazioni in merito
ai nostri diritti e all'atteggiamento che dovremo seguire in caso di
arresto e/o interrogatorio e ci hanno fornito i numeri di emergenza e
informazioni sull'avvocato che nell'eventualita' gli organizzatori
metterebbero immediatamente a nostra disposizione.
In ogni caso siamo sereni: sappiamo che Israele fara' di tutto per
minacciarci e spaventarci, ma sappiamo che stiamo compiendo una
missione importantissima di aiuto e solidarieta' con un intero popolo:
la Turchia accompagnera' la carovana via mare e avremo un telefono
satellitare in nave in caso di emergenza. Vogliamo fare la nostra
parte: gli aiuti (materiali da costruzione, generatori di corrente,
generi alimentari per bambini, sedie a rotelle elettriche, medicinali,
materiali per le scuole) ora ammontano a quasi 10.000 tonnellate!!! La
mia speranza e' quella di poter testimoniare questa avventura,
dimostrando la crudelta' (che polverizza ogni parola di propaganda che
in questi giorni si sta spendendo allegramente su blog, siti, commenti
ad articoli di stampo indiscutibilmente filosionista) del governo e
dell'esercito israeliano verso Gaza, ma soprattutto consegnando aiuti
fondamentali per i cittadini palestinesi. Se non fosse drammatico, ci
sarebbere da ridere dei Governi italiani che si sono avvicendati,
sottoscrivendo ed approvando accordi militari di cooperazione con
Israele...saranno proprio i soldi dei cittadini italiani, il denaro
pubblico del nostro paese, che sara' utilizzato per tentare di
fermarci ed eventualmente detenerci in campi israeliani! L'Italia che
butta nel cesso i quattrini dei propri cittadini, per ubbidire all'
odio feroce dei sionisti: chissa' cosa ne penserebbero i disoccupati,
i ricercatori universitari, le aziende in crisi, le forze di polizia
senza benzina per la lotta contro la criminalita'...Ma ovviamente il
regime politico e mediatico italiano non fara' passare una sola riga
su questa missione umanitaria e sui rischi che sta correndo: meglio
non parlarne...e' il modo migliore per dimostrare che non esiste.
Noi di Per il bene comune, invece, ci siamo e faremo del nostro
meglio, insieme a tanti rappresentanti di paesi europei, dell' Asia,
dell' America (Latina, ma anche USA): e' una spedizione di portata
mondiale e credo che, mentre non basteranno i colpi di arma da fuoco
degli Israeliani a svegliare chi finge di dormire, la nostra missione
potra' svegliare le coscienze assopite che riusciranno ad averne
informazione. Per la giustizia, per l'interesse, per il bene
comune...noi andiamo avanti!

di Monia Benini

Purtroppo nessuna poteva immaginare il bagno di sangue versato dagli israeliani. Qualsiasi commento al momento è superfluo.

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