3.6.10

Mandrake, il Mago: l’alternativa c’è, ma non si vede


Preparando le bozze di un libello che fosse sia divertente quanto chiaro nello spiegare i trucchi della prestidigitazione bancaria [1], mi è venuto in mente questo titolo allusivo. Lo spunto è stata l’ultima frase del recente discorso di Bini Smaghi della BCE [2], quando conclude dicendo che “Non ci sono alternative”. Un mantra già utilizzato a suo tempo dalla malata di Alzheimer Margaret Thatcher.

Tra i trucchi degli autocrati non-eletti governatori delle banche centrali (e quindi governatori dei paesi che vi si sono sottomessi), c’è quello di ricorrere a “TINA”, acronimo inglese che sta per: “There Is No Alternative”, non c’è alternativa. Lo scopo ipnotico della frase, usato da chi ha poca fantasia, scarsa istruzione o è in piena malafede, è quello di sfuggire alla spiegazione del perché non vi sarebbero alternative. Questo trucco in realtà viene usato anche più in basso nella scala sociale. Ricordo ad esempio un curioso episodio di un conoscente che propose di passare una settimana in compagnia ad una simpatica fanciulla e di come questa insistesse piuttosto che lui si ricoverasse in una clinica psichiatrica, sostenendo, per l’appunto, TINA !

Tornando alle cose serie che interessano il lettore, non ci sarebbe alternativa ad un programma di lacrime e sangue per ripianare i deficit dei paesi indebitati. Ma proprio ieri sera alle 23 in televisione, su ITALIA1, Raz Degan intervistava David Icke che spiegava una possibile alternativa: licenziare il governatore della Banca Centrale, ridurla a mera tipografia di banconote da cedere allo stato al prezzo di costo. Stiamo parlando che il biglietto da 500 euro costerebbe così allo stato pochi centesimi, invece che di dover fare la figura del pagliaccio parlando di evasione fiscale (come faceva alla stessa ora Tremonti su RaiTre nella trasmissione BALLARO’) come dell’urgenza per ripianare il bilancio…

In sostanza, se lo stato comprasse i soldi al costo, i 700 miliardi che spende ogni anno gli costerebbero pochi milioni di tipografia. Potrebbe così rinunciare alle tasse anche totalmente, facendo riprendere fiato al paese e recuperando un po’ di credibilità prima che sia troppo tardi. Prima che le forze dell’ordine e la magistratura scoprano che, ritornando alla legalità monetaria, il loro stesso stipendio raddoppierebbe (non ci sarebbe più alcun bisogno di alcuna trattenuta). Questa è la proposta pacifica di Icke.

Il compianto professor Giacinto Auriti andava oltre, proponendo di istituire un reddito di cittadinanza addirittura, in modo da eliminare la microcriminalità e consentire la piena attuazione della Carta fondamentale dei diritti dell’uomo. Tanto, cosa costa ad uno stato onesto che paga il denaro al costo? Potrebbe addirittura permettersi delle colonie per vacanze estive per bambini di famiglie meno abbienti…

L’ostacolo è evidente: dietro alla proprietà delle banche centrali ed al loro falso in bilancio, si nasconde una truppa di “rentiers” che di fronte a questa minaccia non esitarono a scatenare la seconda guerra mondiale. Ma oggi i tempi sono cambiati. Dopo 70 anni di occupazione monetaria il nostro paese è pronto, almeno in occasione della celebrazione del 150 anno dell’Italia, ad aprire gli occhi. Anche perché, caro presidente Napolitano, i suoi discorsi – a chi ha già capito il trucco – paiono ormai davvero i vaneggiamenti di un vecchio un po’ rimbambito…

Come vorrebbe passare alla storia, Presidente? Come l’ultimo italiano che ha capito la truffa del signoraggio privato? Come un complice di Mandraghi? [3] Suvvìa, un po’ di serietà. Cominci con lo svelare che dietro alle stragi c’era Bankenstein e che gli obiettivi raggiunti a suon di bombe sono stati: la privatizzazione anarchica di Bankitalia, l’evirazione della sovranità monetaria al paese, l’orgasmo dell’alto tradimento consumato col Trattato di Maastricht (firmato da De Michelis…). Ci vuole davvero tanto ad aprire gli occhi? Salviamo almeno la faccia, per una volta.

Marco Saba

1] Titolo: “Le avventure di Mandraghi, il Mago”
Alcuni capitoletti già pubblicati:
I trucchi di Mandraghi: la Smaterializzazione
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-la.html
I trucchi di Mandraghi: la Misdirection
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-capitolo-2-la.html
i trucchi di Mandraghi: la Naturalezza
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/tutti-i-trucchi-di-mandraghi-la.html

2] “Challenges for the Euro Area, and the World Economy”, Rabat, 28 May 2010
http://www.ecb.int/press/key/date/2010/html/sp100528.en.html

“What we are currently experiencing is a crisis of public finances in advanced economies. It started with Greece, and the euro, because of the specific institutional framework which prevents Greece and the other euro area countries from using the inflation tax to overcome their budgetary problems. This will force euro area countries to address their fiscal positions earlier. It’s not easy. But it will be done, because it can be done and it has to be done in any case. And, last but not least, because there are no alternatives. ”

3] Nel solito penoso discorso annuale davanti alla Banca d’Italia, anche il governatore Mario Draghi ormai s’è accorto dell’ipocrisia del fatto che sia la Banca Centrale a comprare titoli d’indebitamento dello stato, redarguendo Trichet, quando lo stato potrebbe benissimo tagliare le enormi spese superflue (stampandosi i soldi da solo, come già fa però con le sole monete metalliche).

Vedi: Considerazioni finali del Governatore (E MI SA’ STAVOLTA SONO FINALI DAVVERO)
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2010/cf_09/cf09/cf09_considerazioni_finali.pdf

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